UN ALLENATORE PERCHE’ AMA CIO’ CHE FA?

Maledetti visionari...o persone che vogliono giocare con se stessi?
Pezzo tratto da "Moneyball" L'arte di Vincere  di Bennet Miller

Dopo 103 anni di campionati e 20 partite consecutive vinte (record di ogni tempo) quello che segue è il dialogo tra il GM (direttore della squadra) e il suo giovane collaboratore.

Billy: "E' dura non essere romantici con il baseball...queste sono le cose che divertono i tifosi...fanno vendere biglietti, e hot dog...ma non contano niente."

Peter: " Billy! ma abbiamo vinto 20 partite di fila!"

Billy: "e a che ci serve?"

Peter: "abbiamo battuto il record!"

Billy: "Peter...faccio questo lavoro da...senti bello...sono in questo sport da un sacco di tempo...e non lavoro per un record te lo posso assicurare, non lavoro per un titolo...è cosi che ci fa male...se non vinciamo l'ultima partita della finale...ci butteranno via..."

Peter: "Billy!"

Billy: "conosco questa gente, il modo in cui lavora, ci cancelleranno e tutto quello che abbiamo fatto qui, non conterà niente...chiunque altro vincerà le world series buon per lui...berranno champagne, si infileranno l'anello...ma se vinciamo noi, con questo budget, con questa squadra, cambieremo questo sport ed è quello che voglio, voglio che rimanga qualcosa."

Mi verrebbe da dire che non serve altro ma invece proviamoci (a dire qualcosa)...innanzitutto il miglior dialogo del film è quello successivo a questo e per non svelare il meglio del film vi invito alla stragrande a guardare il film o a cercare il dialogo tra Billy e il suo nuovo potenziale datore di lavoro. Per gli allenatori, per gli appasionati di sport, per i dirigenti e per i compagni/, mogli/mariti, fidanzate/i,  questo film, per me rappresenta una grandissima lezione di stile e contenuti. Per quanto riguarda la domanda iniziale ho preso spunto da una riflessione che mi è arrivata in testa come un treno. Non si deve mollare mai ne quando tutto va bene ne quando tutto va male ma soprattutto bisogna lasciare il segno. Una persona lo deve a stessa. nel bene e nel male ci deve provare per lasciare del bene. a costo di essere preso per pazzo, di essere frainteso, deve "rispettare" le regole di chi diventa allenatore,  bisogna passare il fiume delle paure umane, deve lasciare qualcosa a qualcuno da portare avanti, qualcosa che andrà migliorato. Bisogna andare per primi dove nessuno o quasi rischia di andare. Come si fa a non essere romantici con questa idea? Come si fa a non cercare nella gente il buono da tirare fuori? Solo chi ama davvero lo sport lo può fare. Magari rimarrà il primo è l'unico che sanguinerà, in una storia di eventuali cambiamenti, ma sarà anche il primo ad aver vissuto per qualcosa.

Nessuno può sapere come finirà, ma tutti potranno vedere cosa è stato detto e poi fatto. I tempi dei verbi sono volutamente sbagliati. Per rimanere ancorati a un'idea verace. A qualcosa che necessariamente esiste. Un'idea. Una Persona. Una vittoria quando tutti credono che sia una sconfitta, anche imparando a resistere a se stessi. Nessuno fermerà chi ha imparato a perdere. E nessuno gusterà mai cosi tanto una vittoria come chi è andato contro tutto.

Matteo Panarelli

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1 Comment

  1. bernardelli claudio says:

    E' una storia che ho gia' vissuto.........purtroppo ma i fenomeni sono sempre quelli che non fanno enon sanno un cazzo di niente......ma il mondo gira cosi quando cambierà ??

    Reply

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