Transizione Negativa e Transizione Positiva

Laboratorio di calcio

 

Josè Mourinho durante un'intervista ai tempi del suo trasferimento a Londra alla guida del Chelsea Fc rispose così alla domanda su quali fossero le tendenze tattiche nel calcio di alto livello:

“Le transizioni sono diventate cruciali. Quando l'avversario è organizzato difensivamente, è molto difficile segnare. Il momento in cui l'avversario perde la palla può essere l'occasione di sfruttare la possibilità di trovare qualcuno fuori posizione. Allo stesso modo quando noi perdiamo il pallone dobbiamo reagire immediatamente.[...] I giocatori devono imparare a leggere la partita – quando pressare e quando ritornare alle loro posizioni difensive. Tutti dicono che le palle inattive facciano vincere maggiormente le partite, ma io penso più le transizioni.” (www.uefa.com)

Transizione in generale

Esistono varie interpretazioni sul concetto di transizione, alcuni la considerano in maniera indipendente dalle due principali fasi di gioco, difensiva ed offensiva, definendola in maniera indipendente come una terza fase.

Io preferisco definirla come un atteggiamento mentale che corrisponde al passaggio (bidirezionale) dalla fase di possesso palla (offensiva) a quella di non possesso (difensiva).

Principalmente è una capacità individuale poiché riguarda appunto un'attitudine mentale, ma successivamente deve essere sviluppata e messa in pratica come capacità collettiva di squadra in forma tattica.

Transizione positiva e transizione negativa

Parlando di transizione è necessario distinguere tra transizione positiva e transizione negativa.

La prima corrisponde all'atteggiamento da assumere nella situazione di passaggio dalla fase di non possesso (difensiva) alla fase di possesso (offensiva). Essa caratterizza le azioni di contropiede, in cui, maggiore è la padronanza della transizione, intesa come rapidità di reazione alla variazione del possesso palla, maggiore sarà la possibilità di cogliere impreparato l'avversario e quindi l'efficacia dell'attacco.

La seconda riguarda invece la situazione opposta di passaggio dalla fase di possesso a quella di non possesso. Evidentemente è strettamente collegata alla precedente poiché, in una situazione di gioco, alla perdita del possesso da parte di una squadra (transizione negativa) corrisponde sempre la conquista del possesso da parte dell'altra (transizione positiva). Un fattore importante per l'esito dell'azione sarà la maggiore attitudine di una o dell'altra squadra a cambiare rapidamente atteggiamento.

Allenamento individuale

Essendo la transizione un vero e proprio atteggiamento mentale non è semplice da allenare e il più delle volte viene trascurata.

Per quanto riguarda il suo allenamento individuale, esso richiede una serie di prerequisiti esclusivamente tecnici, posseduti a livello elementare. Risulta impensabile allenare un'abilità mentale esclusivamente a parole e quindi tutte le esercitazioni richiedono proposte da svolgere sul campo. Dopo aver preso possesso della capacità a livello mentale, sarà necessario integrarla con esercitazioni ad alta intensità che avranno come prerequisito buone capacità condizionali.

Sarà compito dell'allenatore inserire gradualmente gesti e situazioni più complessi in base all'età ed al livello tecnico.

Allenamento collettivo

In questo tipo di allenamento subentra inevitabilmente un fattore tattico. Il gruppo può lavorare unito oppure può essere suddiviso per reparti

E' utile ricordare che le sollecitazioni della transizione positiva riguardano maggiormente il reparto d'attacco, quelle della transizione negativa il reparto difensivo ed entrambe riguardano in maniera uguale quello di centrocampo. Ma è altrettanto utile non dimenticare che non deve essere un allenamento esclusivo e che quindi ogni gruppo deve essere preparato su come reagire ad entrambe le situazioni.

In questo tipo di esercitazioni diventano fondamentali le capacità acquisite nell'allenamento individuale. Vengono controllate e incanalate verso un fine comune che può variare a seconda delle situazioni. (negativa: rallentare il portatore, farlo allargare... positiva: creare spazi, dirigersi verso una zona precisa del campo...)

Elementi di valutazione sull'atteggiamento da adottare:

• zona di conquista/ perdita della palla

• posizionamento giocatori nel momento di c/p della palla

• giocatore che c/p la palla

Come si può vedere le variabili sono molte e di conseguenza le possibili combinazioni infinite, perciò più situazioni verranno allenate, più i giocatori saranno pronti da un punto di vista mentale (cosa, come e quando) a reagire.

Questo tipo di allenamento assume valore dalla categoria esordienti in poi, poiché fino ad allora non deve essere data importanza agli elementi tattici e il gioco è caratterizzato dalle individualità.

Mr 14

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