“Mi hanno chiesto 100 mila euro per allenare…”

Il Calcio è malato alla radice

Le recenti polemiche sul caso del calcioscomesse sicuramente sono un grave danno al movimento e sono un duro colpo assestato alla passione che anima chi segue questo sport cercando di non dimenticare il "codice etico" che lo anima, ma questa vicenda, secondo me va oltre, è peggiore del calcioscomesse. Il Calcio ha una grave problema: tutti, ma proprio tutti credono di sapere cos'è, come si pratica, cosa si dovrebbe insegnare. Non è così che questo sport ha futuro.

Articolo tratto dal sito notiziariocalcio.com

Una lunga intervista e tanti affondi al calcio nostrano che, dai dilettanti ai professionisti, ha messo in cima alla propria scala di valori quello del denaro. Non più sacrifici perchè se vuoi un sogno, allora compralo. Maurizio Miranda (49) è stato un calciatore professionista, difensore con le maglie di Palermo, Licata, Messina e Foggia. Una carriera legata a mister Zeman che l'ha allenato in più d'una squadra.

Appese le scarpette al chiodo, il risveglio ha portato in dote il sogno di fare l'allenatore. In un intervista al blog cscalciando il tecnico racconta l'amarezza per un sogno che oggi "costa" caro.

Ecco quanto evidenziato dalla redazione di NotiziarioCalcio.com: "Zeman l’ho avuto sia nel settore giovanile del Palermo che a Licata e poi a Foggia. Ci sono alcuni aneddoti che ricordo sempre con un sorriso. A Licata mi presentai un pò appesantito e Zeman mi disse che non avrei giocato se non rientravo nel peso giusto. Rimasi fuori un mese ed appena riacquistai la forma non usci più dalla squadra titolare. A Foggia poi, mentre giocavamo a carte io, Signori, Rambaudi e Barone, fuori dagli orari stabiliti, all’improvviso si presentò Zeman e giocò con noi fino a notte fonda e noi ci convincemmo di averla fatta franca. Ma l'indomani, arrivati al campo, in bacheca trovammo affisso l'annuncio delle nostre multe salate ma la cosa bella è che Zeman si auto-multò e del doppio rispetto a noi. E molto differente il calcio attuale da quello di quegli anni. All’epoca c’erano pochi soldi ma più spirito di  sacrificio. Giocavano i più  bravi e non come adesso che chi gioca o ha un procuratore che lo spinge da dietro oppure porta liquidità alle società. Questo vale anche per gli allenatori. Succede in quasi tutte le categorie. dall’eccellenza alla Lega Pro. Mi hanno chiesto 100 mila euro per allenare in lega pro, invece nei dilettanti serve meno, sui 30 mila. Io ho sempre risposto che il mio sponsor è il campo, preferisco allenare gratis piuttosto che pagare per farlo".

Autore dell'articolo: Francesco Attrice

 

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