MANSIONI COLLABORATORI TECNICI E PREPARATORI ATLETICI

A cura di Andrea Boccacini

PROGETTO

 «MANSIONI COLLABORATORI TECNICI E PREPARATORI ATLETICI»

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Importanza del collaboratore e dei preparatori atletici

Il collaboratore ed il preparatore atletico, sia all'interno della squadra a loro assegnata che per il ruolo che svolgono all'interno della società, sono molto importanti.

Importanza a livello organizzativo, umano oltre che per il puro svolgimento delle loro funzioni sul campo. Un valore aggiunto per squadra e società da valorizzare per creare progetti costruttivi, di continuità ma soprattutto vincenti fin dalle basi perché nulla si ottiene per caso.

A sostegno di quanto appena affermato, vado ad elencare quello che i ruoli di un collaboratore ed un preparatore organizzati e competenti possono, col sostegno di una società e dei suoi allenatori, diventare la risorsa in più che faccia fare la differenza ed il salto di qualità.

Di seguito l'elenco dei notevoli vantaggi frutto della presenza di collaboratori e preparatori esperti e competenti all'interno di una società.

Permettere all'allenatore di aver un terzo occhio che osservi le partite e gli allenamenti, fornendo così un punto di vista nuovo, pertinente ed esperto che può, nell'arco di una stagione, essere di estrema utilità per segnalare dettagli che altrimenti potrebbero sfuggire. Una persona non può materialmente gestire ed organizzare una mole di lavoro ed un determinato numero di ragazzi senza che gli sfugga qualcosa o che commetta una qualche mancanza seppur involontaria.

Il collaboratore è bene che si trovi almeno mezz'ora prima della seduta dall'allenamento sul campo con l'allenatore in modo da preparare materialmente la maggior parte delle esercitazioni. Questo crea indubbiamente una maggiore sinergia tra il tecnico ed il preparatore nell'impostazione della seduta, il tutto a vantaggio dei giocatori.

Aver le attrezzature e gli strumenti già in campo pronti per la gran parte delle esercitazioni che si andranno a svolgere durante l'allenamento, sono un segnale di professionalità, attaccamento e rispetto verso i ragazzi  che non mancherà di esser notato sia dagli interessati che dai loro genitori. Umanamente viene mandato il messaggio che nulla è improvvisato e la serietà è un valore importante per chi sta allenando i loro figli.

Materialmente si ottiene una limitazione dei tempi morti che si andrebbero a creare al termine di ogni esercitazione se si dovesse preparare la successiva sul momento.

Il collaboratore può quindi fornire la possibilità all'allenatore di svolgere un lavoro più tecnico e mirato, con maggiore intensità e di certo più coinvolgente per i ragazzi.

Ad esempio, la possibilità durante gli allenamenti di suddividere la squadra in 2 o più gruppi, in modo da dover gestire un numero inferiore di bambini ed evitare così dispersione di forze ed energie. Risultato: i giocatori potranno toccare maggiormente la palla nel caso di esercitazioni tecniche ed evitare appunto attese troppo lunghe tra i vari esercizi dando grande intensità all'allenamento.

Aver la possibilità di dividere la squadra permette inoltre, in base alle carenze notate nei giocatori, di creare col proprio collaboratore e preparatore dei «gruppi di recupero» che essi siano:

-tecnico;

-coordinativo;

-tattico;

-o per carenze in una delle capacità condizionali (resistenza; forza; rapidità).

Si dimostra ai ragazzi (e non solo) una volta di più che si sta facendo del proprio meglio per colmare le loro lacune tecniche, atletiche, coordinative e tattiche. Fondamentale, soprattutto per i ragazzi che giocano meno, è la considerazione che si dimostra verso di loro ed è un messaggio palese della volontà di credere in loro, così che anch'essi credano nelle loro potenzialità, nella possibilità di migliorare e di farli sentire parte di un progetto ossia parte fondamentale ed integrante della squadra.

Essenziale è la presenza che il preparatore o il collaboratore tecnico deve fornire  oltre a quello che è il lavoro di preparazione settimanale alla partita. Occorre che segua la squadra a cui è assegnato almeno nelle partite in casa:

- seguire il riscaldamento pre-partita o almeno seguendone una parte;

- seguire i giocatori durante l'intervallo mentre l'allenatore è negli spogliatoi a parlare con la squadra;

- annotarsi su un foglio gli errori della squadra durante la partita;

- consigliare l'allenatore se interpellato e senza invadere mai l'altrui sfera di competenza;

- segnalare sempre i giocatori delle squadre avversarie che si distinguono durante la partita: nome, cognome, età, società di appartenenza, ruolo e caratteristiche.

Inoltre nelle fasce più basse d'età dove si gioca a 6 o 7 si può creare addirittura una seconda partita in parallelo o dei giochi in modo che i giocatori in panchina si divertano in attesa di entrare in campo.

Fondamentale è il lavoro che, il preparatore atletico attraverso l'esecuzione di test antropometrici ed atletici sui ragazzi della sua squadra, porta ad una sistematica e precisa compilazione di schede antropometriche ed atletiche fino a un diario degli infortuni che permette di ottenere per ogni giocatore uno storico
sul suo stato di salute.

Possedere una scheda di valutazione atletica per ogni giocatore è un mezzo notevole per creare continuità nel tempo e nel lavoro di collaborazione tra i vari preparatori di uno stesso settore giovanile. E' una fonte di informazioni essenziale per società, allenatori e preparatori che avranno a che fare con lo stesso giocatore durante tutte le tappe che farà all'interno del settore giovanile.

Qualsiasi allenatore o preparatore che prenda in mano una squadra ha l'esigenza di sapere quali sono le doti dei suoi giocatori, le loro carenze e gli infortuni che hanno subito e che lo hanno condizionato negli anni: una scheda di valutazione non solo tecnica ma anche uno storico atletico è la risposta più seria ed innovativa.

A conclusione di quanto sopra esposto diventa chiaro che per un collaboratore o un preparatore, la possibilità di essere coinvolti nelle selezioni dei giocatori che vengono effettuate dalla società, sia il primo deciso passo di collaborazione per quello che poi si andrà a valorizzare con il quotidiano lavoro umano ed atletico sul campo.

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1 Comment

  1. modena stefano says:

    Ciao condivido in pieno questo articolo. Io alleno da molto e dopo la trafila delle giovanili sono passato ad allenare prime squadre . I primi due anni di prima squadra facevo tutto da solo o quasi poi ho avuto la fortuna di poter collaborare con Brenzan Giorgia che oltre essere un preparatore atletico professionista è anche allenatore con patentino di seconda. Da quel momento ho capito l'importanza di lavorare in gruppo . Mi dispiace solo che molte società spesso non apprezzano tutto questo.

    Reply

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