L’allenatore in Seconda

Tesi di Mario Palazzi

L’ALLENATORE IN SECONDA: RAPPORTI CON L’ALLENATORE IN PRIMA, COMPITI SPECIFICI, INTERAZIONE CON LE ALTRE COMPONENTI DI UNA SOCIETÀ DI CALCIO PROFESSIONISTICA

PREMESSA

 

La prima cosa che mi è venuta in mente, pensando alla tesi di fine corso, è stata quella di analizzare

il mio percorso professionale, mettendo in risalto alcuni aspetti particolari che i tifosi e gli addetti ai

lavori magari non conoscono a fondo e non hanno mai tenuto nella giusta considerazione. Mi

riferisco soprattutto al rapporto tra l’allenatore in prima e l’allenatore in seconda, intorno a cui

ruotano moltissime dinamiche tecniche e psicologiche.

In particolare, credo che l’importanza del vice allenatore sia spesso trattata con superficialità. Per

molti esiste solo la figura anonima del collaboratore tecnico o dell’aiutante di campo, mentre invece

l’allenatore in seconda ha compiti specifici, preparazione culturale e didattica, oltre a un’influenza

determinante nella gestione dello spogliatoio e della metodologia d’allenamento. In altre parole, è

un allenatore a tutti gli effetti.

Soprattutto nel calcio di oggi, in cui il risultato è l’unica cosa che conta veramente e che forma i

giudizi sul lavoro svolto dallo staff tecnico, l’allenatore in prima ha la necessità di non ritrovarsi da

solo nei rapporti con la squadra, con la società, con i media, con i tifosi. Ha bisogno di una sorta di

corazza, rappresentata dai suoi collaboratori, vice allenatore in primis, in grado di proteggerlo e

schermarlo dall’esterno. Una corazza solida, efficiente e resistente è una condizione indispensabile

per raccogliere i risultati e salvaguardare la propria attività, oltre che la propria carriera.

Anche il rapporto che si instaura tra tutte le componenti di una squadra di calcio, dallo staff tecnico

fino al magazziniere, è fonte di molte riflessioni utili a spiegare il conseguimento o meno degli

obiettivi prefissati. E dobbiamo ammettere che le sinergie di lavoro influiscono moltissimo

sull’andamento della stagione.

Il concetto di team è valido anche per l’allenatore e i suoi collaboratori, che devono essere i primi a

valorizzare e a puntare su questa concezione della loro attività. L’ottenimento dei risultati in uno

sport di squadra, infatti, non può prescindere dall’ottimizzazione delle dinamiche di gruppo.

In base a questa premessa e alla mia esperienza personale, ho elaborato una tesi che mi auguro

possa servire come spunto di riflessione per chi lavora dentro o a contatto con il mondo del calcio.

Testi tratti dalla tesi di Mister Mario Palazzi. Tesi esposta al dal relatore al corso di abilitazione per allenatori professionisti di 1^catagoria Uefa Pro 2010/2011

 

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