L’ALLENATORE DELLO SPORT DI BASE

di Pietro Comitini (Scuola Sportiva DEPA di Palermo Italy)

L'ALLENATORE DELLO SPORT DI BASE

di Pietro Comitini 

Scuola Sportiva DEPA di Palermo Italy

 

Nella nostra società la presenza della pratica sportiva è in continua crescita, ciò implica che è anche aumentato il numero di bambini che praticano sport sia nelle scuole che nei club, spesso giocando gare e campionati federali. La figura dell’allenatore diventa quindi molto importante per l’educazione e la formazione dei bambini.

1. Educatore.

2. Caratteristiche di un buon allenatore dello sport di base.

3. Le responsabilità di un allenatore di base.

 

1. Educatore

Il lavoro di un allenatore di ragazzini/e che iniziano la pratica sportiva dovrebbe essere visto sempre in una prospettiva educativa. Pertanto, le sue capacità come educatore e comunicatore, così come la sua vocazione per insegnare ai bambini ed ai giovani, è più importante delle sue capacità e competenze sullo sport specifico che pratica.

Il compito principale di un allenatore di base è quello di educare i bambini in una serie di valori come la solidarietà, la generosità, l’amicizia, il rispetto per l’avversario, etc ed anche quello di sviluppare le loro capacità fisico-sportive. Pertanto, i risultati a breve termine devono essere considerati sempre come un problema secondario.

Per molti allenatori la vittoria rappresenta il loro principale obiettivo. Applicando questo principio anche con bambini molto piccoli e ricorrendo a procedure inadeguate che ignorano le caratteristiche psicologiche e fisiologiche degli allievi/e si possono procurare o aggravare alcune patologie. Inoltre la ricerca dei risultati immediati di solito ottiene il rifiuto del bambino a continuare la pratica sportiva ed in molti casi si vanifica l’espressione di futuri talenti sportivi.

 

2. Caratteristiche di un buon allenatore dello sport di base.

Non ci si deve mai dimenticare che per i bambini lo sport è prima di tutto un divertimento, un gioco; quindi non ha senso aggiungere un ulteriore stress o pressione sul bambino o sull’adolescente oltre quello che di già affronta ogni giorno nei suoi obblighi scolastici.

E’ molto importante che l’allenatore non perda mai di vista questo senso ludico. Deve essere innanzitutto un maestro ed un amico più che un sergente. Questo non significa che non debba esistere disciplina ed il rispetto reciproco. Un buon allenatore di base deve conoscere bene il bambino e combinare con arte questi diversi fattori con successo.

Tra le caratteristiche che deve possedere possiamo prendere in considerazione le seguenti:

- Saper motivare. Quando l’obiettivo primario della squadra e dei giocatori è la vittoria motivare risulta abbastanza facile, ma se esistono altri obiettivi più alti il ruolo dell’allenatore acquista il grande significato dell’adulto che incoraggia e motiva ogni bambino, valorizzandone ogni capacità, ricercando obiettivi e risultati adeguati alle singole capacità.

- Conoscenza dei bambini loro affidati. Un buon allenatore deve conoscere i tratti essenziali della personalità di ognuno dei suoi allievi. Ogni bambino o adolescente è diverso ed ha diversi comportamenti e reazioni. Un buon allenatore deve essere un bravo psicologo e deve conoscere come affrontare i problemi ed i bisogni di ogni singolo allievo, senza favoritismi e paragoni all’interno del gruppo.

- Essere coerente con le proprie decisioni. Se un allenatore decide che per il suo comportamento o atteggiamento tenuto in allenamento un ragazzo non merita di giocare una partita, deve mantenere la sua decisione anche se questo può significare di perdere una finale. Abbiamo detto che la educazione dei giocatori è molto più importante dei successi sportivi a breve termine.

- Avere un comportamento corretto in ogni momento. Per i giovani atleti un aspetto chiave che deve possedere un allenatore è quello di dare sempre un buon esempio. Pertanto, il suo comportamento durante gli allenamenti e le gare deve essere sempre corretto ed educato nei confronti dei propri giocatori, degli avversari e dell’arbitro.

- Adeguare l’insegnamento alle caratteristiche dell’età degli allievi/e. Un buon allenatore non deve possedere soltanto le conoscenze specifiche dello sport che insegna, ma deve anche conoscere e saper graduare gli esercizi e gli sforzi proposti secondo i bisogni bio-fisiologici degli allievi/e. Deve essere cosciente e consapevole che nei primi anni di vita del bambino prevale la componente ludica, è soltanto dopo che in maniera progressiva si sviluppano interessi e motivazioni di carattere fisico, tecnico e tattico.

 

3. Le responsabilità di un allenatore dello sport di base.

Essere allenatore di base presuppone di assumere una posizione di leadership nei confronti dei bambini. Questo riconoscimento di autorità, che viene esercitato sia dai genitori che dagli allievi, deve sempre presupporre da parte dell’allenatore un comportamento ed uno stile adeguato ad una comunicazione con un minore e non con piccoli uomini.

La differenza tra un bravo allenatore ed uno meno bravo la si può valutare dal come i bambini vivono l’esperienza di educazione sportiva, se è vissuta con allegria ed entusiasmo oppure con noia ed insoddisfazione. Il più grande fallimento di un allenatore di base si ha quando i bambini abbandonano la pratica sportiva perché non si è stati capaci di trasmettere entusiasmo ed allegria.

E’ anche responsabilità dell’allenatore quella di curare il rapporto con i genitori perché si mantenga dentro i binari delle reciproche responsabilità e non si trasformi invece in elemento di contrasto e di interferenze che vanno a discapito dei bambini. A volte i genitori esercitano pressioni sui loro figli chiedendo risultati al di sopra delle loro possibilità e rendendo lo sport non più occasione di allegria e divertimento. In queste occasioni i genitori, invece di alleati e collaboratori degli allenatori nel loro ruolo di motivatori ed educatori, si trasformano nel loro ostacolo principale. Per ovviare a questo grave problema l’entità sportiva si deve strutturare in modo tale da potere orientare i genitori ad una partecipazione in linea con gli obiettivi di educazione sportiva che si desidera conseguire.

 

 

 

 

 

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1 Comment

  1. vincenzo says:

    Sono allenatore di base.Spesso i genitori esercitano pressioni sugli allenatori per vedere i propri figli sempre in campo durante una partita, ciò mi ha fatto capire la mancanza di educazione e nei confronti dell'allenatore e nei confronti dei ragazzi.

    Reply

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