Grazie Lucio per aver parlato di sport tutta la vita

Il cantautore bolognese è stato stroncato da un attacco cardiaco a Montreux, tappa della sua tournée. Il 4 marzo avrebbe compiuto 69 anni. Nel 2008 aveva scritto l'Inno degli azzurri per accompagnare la spedizione olimpica a Pechino

Un attacco cardiaco e Lucio Dalla se n'è andato. L'artista è morto a Montreux, in Svizzera, dove si trovava per una serie di concerti. Se ne è andato a tre giorni dal 4 marzo, il giorno in cui è nato. In quel 1943 che diede anche il titolo a una delle sue più memorabili canzoni. Il 4 marzo vrebbe compiuto 69 anni. Dalla era nato a Bologna, culla musicale che ha influito inevitabilmente sulla sua personalità di artista. La sua fama non conosceva e non conosce confini. La tournée era cominciata a Lucerna il 27 ed era proseguita la sera successiva a Zurigo. Dopo la tappa di Montreux, in programma ieri sera, il tour prevedeva altre date tra cui Basilea, Berna, Ginevra, Lugano, Parigi, Dusseldorf, Amburgo, Brema, Francoforte, Lussemburgo, Stoccarda e Monaco, fino al tappa conclusiva a Berlino. Lucio ieri sera stava bene ed era andato a dormire sereno. Nessuna avvisaglia, "stava bene. Lui e Michele Mondella si sono sentiti ieri sera dopo il concerto di Montreaux: era contento di come era andato il concerto. Stamattina si è svegliato, ha fatto colazione, un paio di telefonate, poi il malore". Così racconta, dalla Midas Promotion - società di comunicazione nel mondo della musica e dello spettacolo fondata da Mondella - la sua assistente. La sua ultima apparizione televisiva è stata al Festival di Sanremo insieme a Pierdavide Carone, nel doppio ruolo di autore del brano Nani e di direttore d'orchestra. La Gazzetta dello Sport in edicola oggi, venerdì, ricorda Lucio Dalla, uomo di musica ma anche di sport, con una prima pagina speciale...

50 ANNI DI MUSICA — Che storia fantastica quella di Lucio. Musicista di formazione jazz, riscopertosi poi autore dei testi delle sue canzoni in una fase matura, suona da clarinettista e sassofonista, e anche da tastierista. La sua produzione musicale ha attraversato numerose fasi: le origini (tra il 1964 e il 1972 con il gruppo musicale Gli Idoli), il periodo Roversi (tra il 1973 e il 1976), la maturità artistica (tra il 1977 e il 1993) e la fase pop degli ultimi anni. Nel 1964 il suo esordio al Cantagiro, a 21 anni in cui presenta Lei, scritta da Paoli. A Sanremo fece ritorno l'anno seguente, con Bisogna saper perdere, abbinato con i Rokes di Shel Shapiro: il 1967 fu anche l'anno del suicidio di Luigi Tenco, che collaborò con Dalla per uno dei testi del primo disco, Mondo di uomini, e con cui aveva stretto amicizia. A partire dai primi anni '70 arrivano brani di un certo successo come: 4 marzo 1943, e Il gigante e la bambina; ma il vero Dalla comincia a venir fuori dal '74 al '77, con la collaborazione col poeta Roberto Roversi. Dal '77, un'altra svolta: Dalla diventa cantautore, e le vendite dei suoi dischi decollano a partire da Com'è profondo il mare. Nel 1978 realizza Lucio Dalla, uno dei dischi più importanti della musica leggera italiana, e probabilmente il più rappresentativo dell'artista bolognese. Anna e Marco, Caro amico ti scrivo, Stella di mare, diventano dei classici. Nello stesso periodo, l'amicizia con Francesco De Gregori sfocia in alcuni brani cantati in coppia (Cosa sarà e Ma come fanno i marinai), e un tour congiunto, Banana republic che resta nella storia. Dall'esperienza, cui partecipa tra l'altro Ron, viene tratto un fortunatissimo album live.

Testata:
Gazzetta dello Sport

Data:
01.03.2012

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